Il Rio Schiavozit E Il Confine Altomedievale
Il rio Schiavozit in alcuni documenti viene definito Sambuco ed era un semplice corso d’acqua di risorgiva affluente del Livenza fino a quando non fu identificato come un confine quando l’imperatore trasferì il territorio di Polcenigo al Vescovo di Belluno nel 963. Successivamente, almeno a partire dal 1349, si precisava che il confine tra Polcenigo e Caneva (Vigonovo era sottoposto a quel castello) coincideva con il corso del Rio Schiavozit fino alla sua immissione nella Livenza. Rimanevano nella zona ancora molte antiche consuetudini di uso pubblico sulle bassure del fiume. Nel 1606 le terre pubbliche di Schiavozit potevano essere usate da quelli di Vigonovo, ma anche da quelli di Dardago e di Polcenigo come memoria di un antico Compasquo.
L’area attorno al rio era descritta come depressa, umida e prativa. Forse segnata da boschetti umidi. La mappa del 1741 ci restituisce questo ambiente pastorale con intense tinte del verde, mentre oggi prati umidi e boschetti si concentrano nelle parti più basse della zona con coltivazioni che quasi toccano lo Schiavozit. Ancora oggi il confine tra Polcenigo e Fontanafredda segue la storica linea.
Pagina aggiornata il 03/02/2026