Il Villaggio Di Ranzano
Ranzano sembra riconoscibile nel Renzano citato in un documento del 1274 relativo a concessioni date dal patriarca d’Aquileia Raimondo della Torre. L’anno dopo anche alcuni di Aviano ricevevano un terzo di maso dal patriarca sempre a Renzano. Sappiamo che 1366 il patriarca Marquardo investì Nicolussio di Prata di alcune decime a Vigonovo e Ranzano. Successivamente vedremo entrare il villaggio nell’orbita del controllo di Sacile.
Il villaggio di Ranzano ci viene mostrato fin dalle più antiche carte come un impianto urbanistico centrato su un incrocio di strade con un aspetto pianificato. Una struttura urbana a croce quasi perfetta anche se oggi la grande mole della chiesa novecentesca tende a predominare sulla porosa distribuzione delle case che dal medioevo si sono generate attorno al crocicchio. Attorno al centro del paese il toponimo “maso” ci ricorda che il nucleo era composto dalle tradizionali aziende agricole di tradizione medievale.
Sottoposta a Vigonovo questa frazione usufruiva della chiesa di Romano, ma nel XVIII secolo fece il possibile per emanciparsi. Nel 1709 si concedeva la licenza a Giovanni Andrea Pasqualigo di fabbricare la chiesa o oratorio di Ranzano. Non si fece nulla di questo intento e la popolazione dovette aspettare due secoli per avere un proprio edificio religioso. Il palazzo dei Pasqualigo era invece la sola costruzione fuori scala nell’assetto minuto del villaggio. La mappa del 1741 indica con una certa monumentalità i due edifici che delimitavano una ampia corte e che erano caratterizzati da portici al piano terra e da un inusuale secondo piano. Oggi questa importante architettura è scomparsa
Pagina aggiornata il 02/02/2026