La Chiesa Scomparsa Di San Egidio
Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che la chiesetta di San Egidio fosse nata su un dosso dove in origine c’era un villaggio preistorico, ma potrebbe essere stata anche il luogo di un insediamento meno antico poi abbandonato. Del resto l’edificio era posto su uno stretto ripiano fortemente inciso da due fossati forse in parte modellati dall’uomo e occupati da due fossi di risorgiva. Forse questo spazio difeso da palizzate poteva aver svolto la funzione di “rifugium” per una popolazione sparsa visto che la superficie del ripiano era davvero piccola. La chiesetta è testimoniata nel XIII secolo ma è indubitabile che il culto vada anticipato di qualche secolo. Nella chiesetta si svolgevano anche importanti funzioni religiose ancora all’inizio del XIX secolo, come il battesimo (1812). In alcuni casi San Egidio veniva definito come “chiesa semiparrocchiale” e quindi sottoposta a San Giorgio in Campagna. Non a caso qui c’erano delle sepolture per le principali famiglie di Fontanafredda, come la tomba dei Calchi Novati. Il 16 gennaio del 1801 la chiesa fu distrutta dal fuoco, forse perché era stata trasformata in un deposito di munizioni durante la guerra: “16 marzo 1797 Gli Austriaci fecero un deposito di polvere nella Chiesa di S. Egidio di Fontanafredda”.
Il 20 novembre del 1800 il parroco di Fontanafredda scriveva: “Le imperanti necessità dei belligeranti, qui consumano e saccheggiano le sostanze delle famiglie, e le vite degli abitanti sono di continuo in terrore e spavento. La Chiesa di S. Egidio nella notte scorsa è stata tutta saccheggiata e gli altari ridotti in cenere”.
Il catasto del 1807 mostra ancora la chiesetta nella sua originaria posizione, ma di li a poco l’edificio crollerà favorendo così l’ipotesi della costruzione di una nuova chiesa in centro a Fontanafredda. Oggi della chiesetta non rimane più alcuna memoria all’interno della disordinata espansione edilizia.
Pagina aggiornata il 02/02/2026