L’insediamento Di Romano
L’abitato di Romano testimonia nel suo toponimo un insediamento di popolazione di lingua romanza che in qualche modo si contrapponeva a insediamenti di coloni di altre nazionalità. Questo era monto facile anche in territori contermini, per esempio a Cordenons dove a poca distanza tra loro si trovano Romans e Sclavons. Qui il riferimento potrebbe essere con gli insediamenti sparsi lungo lo Sclavozit. Il villaggio, come si vede bene nella mappa del catasto napoleonico, si strutturava su un basso dosso inciso da tre sorgenti. Una di queste si chiamava Talpone ricordando nel toponimo il carattere dell’ambiente forestale caratterizzato da pioppi. Altre due sorgenti davano vita al rio Rostolino. Al centro del dosso segnato dalle due depressioni sorgentifere una strada percorreva i terreni meglio drenati per raggiungere il molino e il villaggio di Orzaie.
Nel punto in cui la strada si staccava dal villaggio sorse in età postmedievale la chiesa dedicata alla Madonna forse come elaborazione di un luogo sacro campestre alla stregua di quello che accadrà a Vigonovo con il capitello di San Antonio.
La forma dell’insediamento è esemplare nella dimostrazione della strategia di distribuzione degli edifici. La “strada canale” è delimitata a sud dagli edifici che si appoggiano direttamente alla strada, mentre a nord del percorso gli edifici si allontanavano per lasciare spazio a un’ampia aia esposta a sud e divisa dalla strada da un muro alto circa due metri.
Pagina aggiornata il 02/02/2026