Le Vie dell’Acqua – L’insediamento Sparso Di Nave

Le Vie dell'Acqua - L'insediamento Sparso Di Nave


L’insediamento Sparso Di Nave


La nascita di un insediamento sparso sui dossi più alti tra risorgive e Livenza non è molto chiaro e non è da escludere che abbia subito anche qualche fallimento e rarefazione. Nel 1247 nella curia vassallorum dell’abbazia di Sesto compare “dominus Rodulphus de la Nave”, ma non è chiaro se fosse originario della sinistra del Livenza. Marchesini cita Nave nel 1270 nell’orbita dei signori di Prata. Per certo questa località esisteva come entità autonoma dotata di una chiesa sulla riva del fiume nel 1350. Il toponimo si rifà alla voce indoeuropea Nau o Nav che identificava luoghi caratterizzati da conche o avvallamenti. Questo ambiente di zone basse e paludose e dossi asciutti emerge ancora nelle carte del ‘700. Il fatto che le borgate più settentrionali siano aderenti al rio Schiavozit sembra lasciare intendere a tentativi di colonizzazione slava come a Schiavoi di Sacile oppure Sclavons a Cordenons, centrato su un disegno insediativo sparso.
In questa zona ci si muoveva cercando di evitare le bassure e disegnando le strade sulle zone più alte.
“Unica cosa che posso dire è che da Nave alle Orzaie si può andare solo per la strada Levada”. Si trattava di una strada rialzata che toccava i dossi argillosi più alti. Le aree più vicine al fiume erano più alte e meglio coltivate, mentre l’area tra Nave e Vigonovo era una grande zona umida.


 

Pagina aggiornata il 02/02/2026

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