Scuola Professionale E Monumento Ai Caduti
L’edificio, come molti della medesima epoca, era nato come luogo commemorativo per i caduti delle guerre e come ambiente di aggregazione. Uno spazio per insegnare le arti applicate ai giovani del comune. Negli anni è diventato anche la prima biblioteca del comune.
L’edificio fu inaugurato il 4 novembre del 1934 per ricordare novantasei caduti: “l’opera dedicata ai caduti è un bel fabbricato destinato a sede della Scuola professionale serale, che ha un artistico pronao a colonnato, con una maestosa scalinata d’accesso”. L’edificio era sorto grazie al lavoro dei reduci che volevano ricordare i caduti. Una nota del tempo ricorda come progettista l’ing. Luigi Querini di Pordenone che però lasciò alle maestranze locali l’onere del lavoro. Si spiega in questo modo una certa arretratezza nel disegno ancora ancorato a una composizione simmetrica e classicista.
L’edificio ha pianta quadrangolare e si caratterizza per il portico antistante aggettante al quale si accede tramite un’ampia scalinata non priva di una intenzione di monumentalità. La monumentale facciata non ha un vero riscontro con la dimensione della sala, del resto modesta. Lo stile storicista affronta i temi della romanità affermata dal nazionalismo postbellico. L’avancorpo in stile storicista è sormontato da un alto frontone che poi chiude la facciata con un attico sproporzionato rispetto alla dimensione della sala. Il portico è fatto con archi a tutto sesto poggianti su colonne classiche. La parete accoglie la lapide dedicatoria che ricorda i caduti in guerra ed è decorata da elementi in bronzo. Le due antenne sopra il frontone sono in ferro battuto e contribuivano a esaltare la monumentalità della facciata. Per contro l’aula era semplicissima e coperta con una sottile soletta in calcestruzzo armato. Anche la teoria di finestre dell’ampia aula era estremamente semplificato. Solo il fronte legato al tema della memoria meritava un investimento.
Pagina aggiornata il 02/02/2026